PIERFRANCO FORNASIERI

"Quando mi è stato chiesto di proporre la mia versione di “Feeling Home”, sono stato molto felice per l’opportunità di definire la mia visione su un tema per nulla banale, ma allo stesso tempo un po’ preoccupato perché sapevo già che avrei voluto farlo nella maniera che mi caratterizza. Sapevo in partenza che la cosa avrebbe richiesto un atto di coraggio, da parte mia.

Più volte infatti all’interno dei miei lavori fotografici so di aver parlato di “casa”, sempre volendolo, anche se in certi casi quasi senza saperlo. Concordo con chi pensa che l’ultima affermazione potrebbe sembrare una contraddizione, ma non credo che lo sia. Il significato delle nostre immagini arriva spesso prima della nostra presa di coscienza. Molti contenuti delle nostre fotografie infatti ci precedono, ma per fortuna aspettano pazienti che noi le si raggiunga prima o poi; noi e la nostra pigra consapevolezza.

Nella mia ricerca fotografica, tesa a evocare stati d’animo dall’interno di storie altrui, mi sono spesso scoperto a fissare su carta stampata quei momenti del tutto spontanei nei quali il soggetto si trova o mette chi guarda nella condizione in cui “si sente casa”.

Sentirsi a casa per me è uno stato mentale, ed è separato dal luogo fisico. Anzi per meglio dire, è come una pianta rampicante che si sviluppa da quest’ultimo per arrivare a fiorire ad un livello superiore. E’ trovarsi a vibrare sulle frequenze proprie dello spazio che ci circonda. In risonanza con l’ambiente, fino a raggiungere quell’interiorità che ci permette di stare al riparo dentro pareti self-made ma solidissime.

Perfettamente a proprio agio per strada, in vetrina, all’aperto, per terra così come su un divano in salotto.

Il mio “sentire casa” non evoca famiglia, né amore famigliare o comunità. E’ piuttosto raccontato il più attentamente possibile attraverso raffigurazioni di mondi intimi e singolari, fatti di piccole ma tenaci solitudini.

La fotografia mi porta a guardarmi dentro, per poi cercare attorno a me tutto quello che spontaneamente accade e che mi serve catturare per riuscire a narrare. A prendere avidamente in prestito le storie di altri, per raccontare di riflesso le mie".

Pierfranco Fornasieri (Intro al portfolio "Feeling Home")

Anteprima opere

INTRODUZIONE AL PORTFOLIO

Testo di Barbara Silbe

Può avere molti volti, una casa. Per alcuni è un recinto di mattoni, per altri travalica l’univocità del concetto e si trasforma in un misto di sensazioni, odori, volti, affetti o ricordi, in una condizione che ci dà riparo e pace. Proprio questo stato d’animo è alla base delle scelte di Pierfranco Fornasieri, che qui ricorre all’espediente di "parlare" in terza persona, da osservatore del suo mondo di immagini evocative fatte di silenzio e di soste.

 

I bianchi e neri sono carichi di ombre e sezionati da luci taglienti, dentro le quali si muove una variegata umanità in transito. Ogni scatto è come un segreto svelato da uno sguardo mai invadente. Un accenno a mondi intimi che custodiscono concetti universali. Quell’antica porta che si chiude (o si apre) introduce il

suo girare intorno al luogo abitato, è una quinta teatrale che, spostandosi, dà inizio allo spettacolo.

Poi si susseguono attimi, dettagli accurati, passaggi più o meno casuali in quel territorio della memoria che gli appartiene e generosamente ci dona. Una luce alla finestra, un’attesa dentro alla stazione, quelle strade tante volte percorse uguali a quelle di qualunque città eppure fermate per raccontare una appartenenza, le radici.

L’immagine più potente chiude la serie: è un microcosmo che contiene la sintesi di questo breve romanzo in bianco e nero. Narra la storia di un antiquario dentro alla sua bottega, circondato di reperti e qualche oggetto bizzarro, perfino da oscenità a voler osservare attentamente. Lui, seduto al centro di un’equazione matematica in forma rettangolare, legge un giornale senza neanche levarsi il cappello, quasi volesse dirci che è pronto a ripartire per nuove scoperte. Il barbuto bottegaio è l’autore stesso, con le magie che ha messo in vetrina e dalle quali, di certo, faticherà a separarsi.

 

Se dovessi paragonare Fornasieri a uno scrittore, pescherei dalle pagine di Thomas Mann. Nei suoi libri, prosa e poesia -grottesco e tragedia si mescolavano

amabilmente. Le minuziose descrizioni degli ambienti erano affiancate da un’acuta introspezione psicologica dei suoi soggetti e della società che li conteneva. Anche questi frammenti di vita inquadrata sono un perfetto connubio tra vita reale e fantasia: pieni di pathos, permettono all’autore di fermarsi a pensare per incontrare gli altri e lo riportano a se stesso, estraneo eppure sempre presente in questo viaggio dentro di noi che ci riporta a casa.

 


Biografia

  

Pierfranco Fornasieri (1969) vive e lavora a Torino.

Amante della scrittura, si dedica alla fotografia da diversi anni: iniziando come autodidatta, si impegna col tempo in uno studio più approfondito e si applica all’esercizio della disciplina attraverso un importante Masterclass di perfezionamento e diversi Workshop mirati.

Dedicandosi con passione alla fotografia in maniera sempre più attenta e puntigliosa, ha raccolto significativi riconoscimenti e segnalazioni a livello nazionale e internazionale, all’interno di concorsi e festival di rilievo.

Nel 2015 il lavoro di alcuni anni di ricerca si concretizza nella pubblicazione del volume fotografico “Seconde Storie”, che trova anche un approdo espositivo a Torino nel 2017.

Nel 2016 un’esposizione tratta da “Seconde Storie” viene selezionata ed ospitata all’interno del festival torinese NOPHOTO e all’interno dello SpelloPhotofest, importante festival fotografico umbro.

Nello stesso anno due sue opere si classificano tra le prime dieci fotografie selezionate all’interno del concorso mondiale “URBAN 2016”.

L'Autore si qualifica come finalista con una sua opera fotografica nell'edizione successiva "URBAN 2017". Esposta al WBB di Berlino, la stessa viene in seguito pubblicata nella seconda e terza edizione del libro “URBAN unveils the City and its secrets".

All’inizio del 2017 Fornasieri viene scelto come membro effettivo del Collettivo Fotografico Nazionale “Italian Street Eyes” con il quale tutt'oggi collabora attivamente.

Pierfranco Fornasieri abbina le tecniche digitali a quelle classiche, privilegiando la realizzazione di opere fotografiche in bianco e nero. Assecondando in modo particolare una spinta introspettiva legata al tema delle scelte, lavora molto all'indagine di storie "possibili" dedicandosi a scenari potenziali, all’intersecarsi e al dipanarsi di storie reali e immaginarie, realizzando così immagini fortemente evocative nel dispiegarsi di trame che si generano spontaneamente da situazioni di vita quotidiane.

  

MOSTRE PERSONALI E COLLETTIVE

2015 – Paratissima 11 – Torino - Sez. Gallerie Arte - “Seconde Storie” - mostra personale

2016 – “Questo è un uomo” – Villa Amoretti (TO) – mostra collettiva

2016 - SpelloPhotoFest - 3° Edizione - "Seconde Storie" mostra Personale

2016 - "Seconde Storie" viene selezionata ed esposta all'interno di "NOPHOTO" la sezione fotografica di Paratissima 12

2016 - NIT (New Italian Talent) - esposizione collettiva presso galleria Satura (Genova)

2017 - Seconde Storie a Fotograficamente - Villa Giulia, Verbania

2017 - Italian Street Eyes - Mostra Collettiva - Istituto Superiore di Fotografia, ROMA

2017 - Seconde Storie - Mostra personale - a cura di Laura Tota - Museo Casa del Conte Verde, Rivoli (TO)

2017 - "L'essenziale" a cura di Fabrizio Berger - Scuola Grande di S.Teodoro, VENEZIA

2017 - "Dis-appearing" mostra collettiva presso NoPhoto - Paratissima 13, TORINO

2018 - GTArt Exibition 2018 collettiva - presso spazio InEdi, MILANO

2018 -  “Seconde Storie”, Corigliano Calabro Fotografia - XVI edizione

  

PUBBLICAZIONI

Seconde storie, 2015 - Ed. Prinp