CARLO RIGGI

"Casa è ciò che ci contiene, nel corpo, ma soprattutto nelle emozioni. La fotografia, organizzatrice di spazio tempo, promotrice di significati inediti, è casa quando si fa contenitore nel quale riaggregare frammenti dispersi, evocare presenze evanescenti, scoprire ambienti in disuso che sappiamo avere abitato, pur non avendoli mai incontrati prima. Luoghi stranieri eppure intimi, tracce di eventi mai avvenuti, che in qualche modo ci appartengono, depositati all’interno di una memoria del possibile. 

Ritrovare queste tracce sbiadite dal tempo, prima della definitiva scomparsa, e inserirle nell’ordine della fotografia, è una possibilità per ricostituire trame di esistenza disabilitate, disgregate e sfatte, reliquie di esistenze residuali, ma ancora pulsanti. Non per il gusto dell’abbandono, ma per nostalgia. Forse, persino per speranza.    

Carlo Riggi (Intro al portfolio "Feeling Home")

Anteprima opere

INTRODUZIONE AL PORTFOLIO

Testo di Giusy Tigano

 

L'interpretazione di Carlo Riggi del senso di "casa" si lega a luoghi soprattutto interiori, che quasi non hanno legami con ambienti reali circoscrivibili: la "casa" di Carlo Riggi non può essere contestualizzata, non ha indirizzo, non ha meridiani o paralleli, esiste (o non esiste) al di là di ogni geografia. Herman Hesse scriveva "La tua casa è dentro di te. O in nessun luogo". Ci sembra che questo lavoro di ricerca possa descrivere esattamente questo concetto.

 

La poetica dell'autore sembra ispirarsi al principio dell'EVANESCENZA. Le sue fotografie descrivono esistenze reali o immaginarie, percorsi di vita disgregati, emozioni estemporanee, scenari surreali di vite consumate o solamente immaginate. L'intero portfolio è un'opera d'arte composta da tasselli diversi e complementari, piccole caselle di esistenza fotografate con delicatezza, sensibilità e curiosità, col trasporto intimo di chi si lascia attraversare da un'emozione ed è capace di fotografarla.

 

Non c'è nulla di didascalico in questo lavoro. I richiami ad un senso di "casa" sono evidenti fino ad essere quasi struggenti, eppure non è possibile rilevare un piglio descrittivo o reportagistico di alcun genere. Nell'insieme ci appare piuttosto come un viaggio fantastico nell'inconscio, una raccolta di segni, di indizi, di tracce di vita o di emozioni consumate da ricomporre per mezzo della fotografia e da portare così ad un livello reale di esistenza e di consapevolezza.

 

L'autore sceglie il bianco e nero (sua predilezione linguistica) come codice espressivo, realizzando in diversi casi un gioco vibrante di ombre e di contrasti e modulando la luce in maniera straordinaria, come lo abbiamo visto fare spesso anche in altri lavori. 

 

Di fronte a queste fotografie di Riggi si sente molto il bisogno di tempo. Tempo per stare in silenzio. A volte c'è bisogno di tempo e di silenzio per ascoltare una fotografia, solo in questo modo è possibile sentire arrivare libere le emozioni e farsene riempire. Solo così se ne può godere appieno. Queste assonanze spontanee con il proprio mondo interiore, con i ricordi, o con il proprio immaginario, generano facilmente suggestioni particolari, attivando per evocazione nuovi canali emotivi e costringendo lo sguardo a soffermarsi ancora finché ne sia sazio e finchè - in un moto libero di volontà che superi la fascinazione - possa finalmente svincolarsi da una dipendenza emotiva stregante.

 


Biografia

Psicologo psicoterapeuta, Carlo Riggi vive e lavora a Milazzo (ME).

Appassionato di Fotografia sin da ragazzino, Carlo Riggi espone le sue opere soprattutto negli anni ’90 con mostre personali in diverse città, raccogliendo un positivo consenso.

Scopre tuttavia molto presto la sua natura più riservata e una particolare predisposizione per una fotografia più intimistica.

Accompagnando la sua ricerca sull’inconscio con la ricerca in Fotografia, coniuga i suoi interessi esplorando i processi creativi sottesi alla realizzazione e alla fruizione dell'opera fotografica.

Nel 2004 viene selezionato tra i migliori giovani fotografi d’Italia per esporre a Rivoli (TO) all'interno di una retrospettiva dedicata a Mario Giacomelli.

Autore di diversi articoli di critica fotografica sulla prestigiosa rivista “Gente di Fotografia”, attualmente scrive di fotografia sul web magazine “Nadir”.

Ha pubblicato diversi libri ed è autore di numerosi articoli di argomento psicoanalitico e fotografico.

 Nel 2013 è stato candidato con uno dei suoi lavori realizzato con Mauro Ruscelli («Rêve») ai prestigiosi "Lesrencontres" di Arles e si è qualificato come finalista al Premio nazionale "Green Ribbon 2013" con un reportage sull'antico quartiere di pescatori di Milazzo.

La sua ultima mostra si è svolta nel luglio del 2013 proprio a Milazzo ("Naufragi").

La sua fotografia rivela una natura intima, votata all'interiorità, fuori dal coro delle mode.  Mai assoggettate ai dettami estetici comuni, le sue immagini risultano profondamente asservite alla ricerca dell'emozione pura, diventando punto di avvio di derive narrative e nuovi percorsi di senso.       

 

PUBBLICAZIONI

 

2015     Di lemmi fotografici - Dizionario sragionato di Fotografia

               Ed.  IlMioLibro

2012     Dieci anni di Passione - Il Venerdì Santo in Sicilia         

               Ed. Piccoli Tradimenti di Fotografia

 

 2009     Fotografarsi all’infinito 

               Ed. Piccoli Tradimenti di Fotografia

2008     L’esuberanza dell’Ombra - Riflessioni su fotografia e psicoanalisi          

               Ed. Le Nuvole

            Nuova edizione 2012

               Ed.  IlMioLibro

2006     Non ti dimentico. (Poesie di Giulia Carmen Fasolo)

               Ed. Il  Foglio

             Fuori di me

               Ed. Il  Punto